Stagione 2022/2023 - presto online

News dal teatro

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LA PROGRAMMAZIONE AGGIORNATA

LIOLA - di Luigi Pirandello - 7 maggio 2022 (Teatro L.Sciascia)

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turno A ore 17,30 – Turno B ore 21,00

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NATALE IN FAMIGLIA di Marco Di Chiara 14 maggio 2022 (Teatro L.Sciascia)

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turno A ore 17,30 – Turno B ore 21,00

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"23 MAGGIO 1992" - di Carmelo R. Cannavò  28 maggio 2022 (Teatro L.Sciascia)

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turno A ore 17,30 – Turno B ore 21,00

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SICILIANO PER CASO - di Roberto D’Alessandro e Andrea Lolli - 26 giugno 2022  (Palazzo Cutore) turno unico ore 20,00

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L ISPETTORE GENERALE - di Nikolaj Gogol - 10 luglio 2022

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(Palazzo Cutore) turno unico ore 20,30

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LIOLà VI ASPETTA IL 7 MAGGIO 2022 IN TEATRO

E’ una delle più celebri commedie di Luigi Pirandello, composta nel 1916 in dialetto agrigentino e andata in scena per la prima volta in quell’anno al teatro Argentina di Roma, con una versione in italiano nel 1927 e una in napoletano nel 1935 ad opera di Peppino De Filippo e due riduzioni cinematografiche nel 1963 e nel 2005.  Liolà in questa nuova “mise en scene” è un formidabile Carmelo Cannavò che dà vita a questo personaggio con un melange di simpatia, sbruffoneria e imprevista dolcezza paterna.La trama di quest’opera è nota: Liolà è un semplice bracciante che, senza alcun interesse per il benessere materiale, vive senza remore la sua sessualità sconvolgendo allegramente e senza neppure accorgersene le regole grette e meschine della morigerata società in cui vive; come in altre opere di Pirandello proprio colui che appare il colpevole trasgressore delle norme sociali è invece il giusto e generoso riparatore dei torti subiti da chi è stato ingannato. Tra gli interpreti Giovanna Criscuolo, Claudia Sangani e Santo Santonocito. La regia è di Mario Sangani.

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Vuoi ridurre il rischio di depressione? Vai a Teatro!

È quanto scoperto da un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori inglesi. I risultati, pubblicati sulla rivista British Journal of Psychiatry, mostrano un legame tra il coinvolgimento in attività culturali e la possibilità che una persona sopra i 50 anni sviluppi depressione. Lo studio è il primo a dimostrare che le attività culturali possono aiutare le persone non solo a gestire e riprendersi dalla depressione, ma anche a prevenirla.

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Per arrivare a questi risultati, i ricercatori hanno esaminato i dati di oltre 2000 persone sopra i 50 anni che avevano preso parte all’English Longitudinal Study of Ageing (ELSA). Il database includeva informazioni su quanto spesso, in un arco di 10 anni, i soggetti avessero frequentato attività di stampo culturale, oltre che dettagli sul loro benessere fisico e mentale, compresi eventuali sintomi depressivi o una diagnosi di depressione. Tramite le loro analisi, i ricercatori hanno scoperto che coloro che avevano frequentato mostre, teatri e cinema di rado avevano un rischio ridotto del 32% di sviluppare depressione, mentre in coloro che avevano partecipato a tali eventi una volta al mese il rischio si abbassava addirittura del 48%. (I benefici delle attività culturali sulla salute mentale sono rimasti evidenti anche dopo che i risultati sono stati aggiustati per differenze di età, genere, salute, livello socio-economico ed esercizio fisico; inoltre, erano indipendenti dal fatto che le persone avessero o meno avuto contatti con amici e familiari o preso parte ad attività sociali). 

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Ma in che modo le attività culturali andavano a ridurre il rischio di depressione? I ricercatori credono che il potere di tali attività risieda nella combinazione di interazione sociale, creatività, stimolazione mentale e la delicata attività fisica che incoraggiano. «Ormai moltissime persone conoscono i benefici di mangiare sano e fare esercizio fisico sulla loro salute fisica e mentale, mentrec’è poca consapevolezza sul fatto che anche le attività culturali possano avere vantaggi simili», ha spiegato la dottoressa Daisy Fancourt, principale autrice della ricerca. «Solitamente ci si impegna in attività culturali per il puro piacere di farlo: questo studio permette di cominciare a sensibilizzare le persone rispetto ai benefici ben più ampi legati a tali passatempi».

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L’impegno culturale è qualcosa di semplice e gradevole a cui tutti noi possiamo dedicarci per prenderci cura in modo proattivo della nostra salute mentale, soprattutto dopo i 50 anni. E allora: a quale evento culturale potresti partecipare da qui a breve? 

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Fancourt D., Tymoszuk U. (2018), «Cultural engagement and incident depression in older adults: Evidence from the English Longitudinal Study of Ageing», British Journal of Psychiatry18, 1-5, doi: 10.1192/bjp.2018.267 

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