Stagione 2016-2017

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COMUNICAZIONE DATE SPETTACOLI DI GIUGNO

"Bisbetica domata" e "Piccolo grande varietà"

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PRELAZIONE ATTIVA!

Sono aperte le riconferme per la prossima Stagione Teatrale 2016/2017 al Teatro Turi Ferro.

Tutti coloro che desiderano riconfermare il proprio turno e posto devono presentarsi con l’abbonamento alla precedente stagione ENTRO IL 19 GIUGNO presso il botteghino del teatro Turi Ferro (via Galatea 92 Acireale) da lunedì al sabato dalle ore 17,30 alle ore 20.30

 

CAMBIAMENTI DI POSTO

Gli abbonati che desiderano cambiare il posto nell'ambito del proprio turno, o il proprio turno di abbonamento, devono presentarsi DAL 20 GIUNGNO IN POI presso la botteghino del teatro Turi Ferro (via Galatea 92 Acireale) da lunedì al sabato dalle ore 17,30 alle ore 20.30

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Straordinario successo Per " 23 maggio 1992" al Turi Ferro

Anche stasera per l'ultima replica grande successo. Applausi scroscianti a fine spettacolo,volti commossi all'uscita e complimenti interminabili... uno dei tanti complimenti da parte di una nostra abbonata: " non ci sono parole"....

Percentuale di gradimento in seguito alle votazioni dei nostri abbonati: 99,27 %

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Morto Giorgio Albertazzi: le tante vite, Salò e il bacio con Visconti

Si è spento all'età di 92 anni una delle più importanti figure del teatro italiano del Novecento. L'attore si trovava in Toscana nella casa di Pia De' Tolomei. Le ultime apparzioni in teatro ne Il mercante di VeneziaLa tempesta e Memorie di Adriano. Come ha reso noto la famiglia, annunciando la scomparsa del "più grande attore italiano, Albertazzi  da tempo "era sofferente e il suo cuore ha smesso di battere alle 9".

Aveva più di novant’anni e si era appena sposato. Una sola domanda lo faceva inalberare: Salò. «Di cosa dovrei pentirmi? Non amo il pentimento, un sentimento cattolico che disprezzo. Perché “dalla parte sbagliata”? Perché era la parte perdente?». Non c’è proprio nulla che le pesa? Neppure l’accusa di aver fucilato? «Una cosa che mi pesa c’è: aver sentito talora la mia scelta per la Repubblica sociale, che mai rinnegherò, come un freno per fare sino in fondo quel che avrei voluto, a fianco della sinistra. Voltare gabbana, mai. Le stesse cose che mi avevano spinto a Salò, l’anticlericalismo, l’idea sociale della Carta del lavoro e della partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, l’istinto dell’anarchia e della libertà, nel dopoguerra mi spingevano a impegnarmi con la sinistra».

Allora provavi a insistere: lasci stare la sinistra e del dopoguerra, mi parli del 1943. E lui, fierissimo: «Per chi come me leggeva Salgari e l’Avventuroso, all’astuzia di Ulisse preferiva la forza di Achille, era cresciuto nel mito di Baracca e di D’Annunzio, dei trasvolatori dell’Atlantico e dei calciatori bicampioni del mondo, il fellone era Badoglio che scappava. Che ha senso ricordare oggi: la parte legale non era quella? Per chi come me aveva il mito non tanto del Duce ma di Ettore Muti ucciso dai badogliani, di Italo Balbo abbattuto nel cielo della Sirte, degli eroi della Folgore disfatti a Birel Gobi, la “parte legale”, l’Italia, era quella. E io ho combattuto per l’Italia».

“Vengono a vedermi in tanti a teatro forse perchè pensano che potrebbe essere l'ultima volta ormai”. Lo diceva la scorsa stagione mostrando che anche da  ultranovantenne l'ironia, l'intelligenza, lo sguardo beffardo non erano venuti meno. Giorgio Albertazzi avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 20 agosto; è morto  nella sua casa in Maremma, con accanto la moglie Pia de’ Tolomei,  per una sofferenza al cuore. Ma proprio il cuore, la passione, l'entusiasmo erano stati il motore, forse la ragione della sua vita di attore e uomo che ha attraversato in prima linea, con temperamento guascone, temerario, senza censure.

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